Frattura dell'omero

Trattamento chirurgico delle fratture di Spalla

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Trattamento chirurgico delle fratture di spalla

Si stima che le fratture prossimali dell’omero siano il 5% del totale delle fratture, con una maggiore incidenza nelle donne nella fascia di età 80-89. La causa delle fratture è ricondotta a eventi traumatici, come una caduta e alla perdita della massa ossea, caratteristica dell’avanzare dell’età.
Il ricorso al trattamento chirurgico delle fratture, laddove il trattamento conservativo non sia un’opzione praticabile (o sia andato incontro a fenomeni degenerativi di necrosi), riguarda le fratture dell’omero, della clavicola e più raramente della scapola.

Fratture dell’omero

In caso di fratture dell’omero le indagini radiodiagnostiche forniranno al chirurgo un quadro della gravità della lesione ossea determinando il numero di frammenti, la natura della lesione stessa per la quale si categorizzano le fratture in composte e scomposte (ovvero quando i frammenti non possono essere riavvicinati tra loro mediante immobilizzazione della spalla). Nel caso di fratture a 2 o 3 frammenti scomposte il trattamento chirurgico consiste nella ricomposizione dei frammenti al fine di bloccarli (sintesi) secondo la naturale anatomia ricorrendo all’utilizzo di placche e viti.
Nei casi in cui il paziente abbia una frattura comminuta e sia impossibile ripristinare l’anatomia dell’osso aumentando così il rischio di necrosi dei tessuti, può essere preferibile l’impianto di una protesi.

Le tipologie di protesi di spalla si suddividono in:

  • Artroprotesi inversa di spalla (o protesi inversa della spalla) – in questo caso viene impiantata una protesi inversa in quanto vi è l’impossibilità di ricomporre in modo corretto l’anatomia originaria della testa omerale venendo così meno i punti inserzionali dei tendini della cuffia dei rotatori. Sintetizzare una frattura senza la possibilità che la cuffia dei rotatori svolga la propria funziona rappresenta un pressoché certo insuccesso chirurgico. Si preferisce quindi l’impiego di una protesi che grazie allo spostamento del punto di rotazione (fulcro della spalla), permette al deltoide di assolvere all’elevazione della spalla.
  • Artroprotesi diretta di spalla (o protesi diretta della Spalla): questa procedura chirurgica, utilizzata anche per trattare l'artrite dell'articolazione gleno-omerale, comporta la sostituzione della testa (palla) dell'omero.
  • Artroprotesi inversa di spalla (o protesi inversa della spalla) - Eseguita per trattare l'artrosi dell'articolazione gleno-omerale associata a lesione o insufficienza funzionale dei tendini della cuffia dei rotatori.

Fratture di clavicola

Le fratture della clavicola sono una lesione piuttosto comune nei bambini e negli atleti. Gli atleti possono andare in corso a una frattura della clavicola a causa di un colpo diretto o da una brutta caduta, dove l’energia dell'impatto viene trasmessa lungo il braccio terminando nella clavicola e causandone la frattura. Sebbene una parte delle fratture della clavicola può guarire con una gestione non chirurgica mediante l'uso di un semplice tutore per la spalla, le fratture scomposte in diversi frammenti necessitano del trattamento chirurgico per ridare la corretta lunghezza e posizione alla clavicola.

La frattura della clavicola può essere molto dolorosa e può rendere difficile i movimenti del braccio.

Altri segni e sintomi di una frattura possono includere:

  • Caduta della spalla verso il basso e in avanti
  • Incapacità di sollevare il braccio a causa del dolore
  • Una sensazione di frizione delle ossa quando si tenta di alzare il braccio
  • Una deformità localizzata nel punto di frattura
  • Lividi, gonfiore

Mediante l’esame radiografico il medico individua la composizione della frattura valutandone la gravità. In alcuni casi, in cui si sospettino ulteriori lesioni, potrebbe rendersi necessaria una tomografia computerizzata (TC) per avere maggiori dettagli sulle fratture.

La chirurgia consiste tipicamente nel rimettere in posizione i frammenti ossei e impedire che si spostino fino a quando non siano guariti,

La procedura più usata per trattare le fratture della clavicola comporta l’utilizzo di placche e viti a stabilità angolare. Durante la procedura, i frammenti ossei vengono prima riposizionati (ridotti) nel loro normale allineamento, quindi vengono fissati con una placca metallica adagiata sull’osso e bloccata con delle viti.
Dopo l'intervento chirurgico, il paziente potrà avvertire una piccola zona di pelle intorpidita sotto l'incisione. Questo intorpidimento diventerà meno evidente col tempo.

Le placche e le viti non necessitano obligatoriamente di essere rimosse dopo la guarigione dell'osso, a meno che non causino disagio.

Riabilitazione.

Esercizi specifici aiutano il paziente a ripristinare il movimento e a rafforzare la spalla. È molto importante che la collaborazione del chirurgo ortopedico con il fisioterapista prosegua fino al recupero dell’articolazione.
La maggior parte delle persone riprende le normali attività entro 3 mesi dall’infortunio. Una volta che la frattura è completamente guarita, si potrà tranquillamente tornare alle attività Sportive e/o lavorative che coinvolgono la spalla operata.