Instabilità della spalla

Lussazione Spalla

In Articoli Scientifici, Patologie della Spalla by Spalla.it

Instabilità gleno-omerale

La spalla è l'articolazione più mobile del corpo, aiuta a sollevare il braccio, a ruotarlo e ad alzarlo sopra la testa. È in grado di ruotare in molte direzioni. Questa maggiore capacità di movimento, è soggetta a un complesso e al tempo stesso fine equilibrio muscolo-tendineo e legamentoso la cui perdita può causare instabilità e quindi portare alla lussazione/dislocazione dell’omero nei confronti della scapola.
Si parla di lussazione della spalla quando la testa dell’omero perde il rapporto articolare con la superficie glenoidea della scapola. Ciò può accadere a seguito di un trauma improvviso, di un movimento inusuale o per una maggiore elasticità della componente ligamentosa del paziente che prende il nome di “patolassità costituzionale”.
Una volta che una spalla si è lussata, è più vulnerabile ad altri episodi ricorrenti. Quando la frequenza delle lussazioni di spalla è numerosa, si parla allora di instabilità cronica della spalla.

Descrizione

Le lussazioni della spalla possono essere parziali, con la testa dell’omero (a forma di sfera) che esce solo parzialmente dalla sua naturale collocazione, si parla quindi di sub-lussazione. Una dislocazione completa significa che la testa dell’omero è uscita completamente dalla sua sede. Ciò può avvenire in direzione antero-inferiore e postero-inferiore rispetto alla superficie della glena.
Una volta che i legamenti vengono compromessi a un episodio di lussazione, possono verificarsi ripetute lussazioni. L’instabilità cronica della spalla è la persistente incapacità di questi tessuti di mantenere la testa omerale centrato nella sua sede e quindi di consentire un normale utilizzo, senza sensazione di dolore o di apprensione in determinati movimenti dell’articolazione gleno-omerale.

Causa

La causa principale di lussazione gleno-omerale è rappresentata dai traumi. Quando la testa dell'omero si disloca, la superficie della glena e i legamenti della spalla sono spesso interessati e lesionati. Il labrum o cercine glenoideo - il bordo della cartilagine che circonda i margini della glena - può essere anche soggetto a lesione. In tal caso viene definita “lesione di Bankart”.
Nuoto, tennis e pallavolo sono tra gli sport che richiedono movimenti ripetitivi che possono determinare un allungamento dei legamenti della spalla, come anche in caso di lavori e mestieri che richiedono la reiterazione del movimento in maniera continuativa (movimenti “over-head”, ossia con il braccio sollevato oltre la testa).

Legamenti più lassi possono rendere difficile mantenere la stabilità della spalla. Continuare in attività sportive o lavorative che richiedono movimenti ripetitivi o stressanti per il comparto ligamentoso possono peggiorare le condizioni comportare a una sintomatologia di spalla dolorosa e instabile definita micro-instabilità. Questi pazienti hanno legamenti naturalmente meno contenitivi o più elastici poiché il collagene di cui sono fatti i tessuti corporei risultano geneticamente più lassi e quindi hanno la tendenza ad allungarsi più del dovuto.

Instabilità multidirezionale

I pazienti che soffrono di instabilità gleno-omerale sono per lo più afflitti da una condizione “unidirezionale”. Vale a dire che la lussazione dell’omero è avvenuta o avviene ripetutamente nella medesima direzione. In una piccola minoranza di pazienti, la spalla può allentarsi o slogarsi in più direzioni, il che significa che la testa dell’omero può dislocarsi dal davanti, dal retro o dal basso della spalla, tale situazione è definita instabilità “multidirezionale

Sintomi

I sintomi comuni dell'instabilità cronica della spalla includono:

  • Dolore causato da una lesione ai legamenti della spalla
  • Dislocazioni di spalla ripetute
  • Apprensione e “disconfort” persistente, come se la spalla fosse allentata, e che da la sensazione di scivolare dentro e fuori dall’articolazione.

Esame medico

Esame clinico e storia del paziente.

Dopo aver discusso la storia clinica e i sintomi che il paziente riferisce, il chirurgo ortopedico esaminerà la spalla con dei test specifici che testano la stabilità capsulo-ligamentosa dell’articolazione a la possibilità che la spalla possa lussarsi nuovamente.

Test di imaging

Di importanza fondamentale per il chirurgo ortopedico sono i test di imaging per confermare la diagnosi e identificare le eventuali lesioni osse e/o capsulo-ligamentose.

La Radiografia ha il ruolo di stabilire la corretta posizione dell’omero rispetto alla glena e di fugare ogni dubbio sulla possibilità che la spalla sia lussata quando il paziente esegue l’indagine e la successiva visita specialistica ortopedica.

La risonanza magnetica fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli. Può aiutare il chirurgo ortopedico a identificare lesioni ai legamenti e ai tendini che circondano l'articolazione della spalla.

La TC può fornire dettagli più specifici e approfonditi rispetto ad una normale radiografia su ciò che concerne le lesioni e i distacchi ossei parcellari sia a livello dell’omero che della glena.

Trattamento

Tendenzialmente dopo il primo episodio di lussazione gleno-omerale traumatico o atramautica si tende a non operare i pazienti, ma vengono indirizzati verso un trattamento riabilitativo. A questa indicazione comunque esistono delle eccezioni in modo particolare per i giovani professionisti dediti a sport del lancio o in cui la spalla può essere vittima di nuovi traumi importanti, od eventualmente in quelle lesioni in cui alla sofferenza legamentosa si associ una lesione di tipo fratturativo a carico delle strutture ossee-cartilaginee.

Trattamento non chirurgico

Normalmente dopo il primo episodio di lussazione il braccio deve essere immobilizzato con un tutore per 20 -25 giorni in rotazione neutra o in lieve extra-rotazione. Il trattamento riabilitativo conservativo è mirato a un riequilibrio della postura, ad un rinforzo dei muscoli scapolo-toracici e a un cauto progressivo recupero dell’articolarità prima passiva poi attiva sempre sotto la soglia del dolore.

Il trattamento non chirurgico include in genere:

  • modificare alcune attività del proprio stile di vita ed evitarne altre che possano aggravarne i sintomi fino al verificarsi di una nuova lussazione.
  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei.

Trattamento chirurgico

La chirurgia è spesso necessaria per riparare i legamenti strappati o stirati in modo che siano in grado di mantenere l'articolazione della spalla nella sua sede.

Artroscopia
I tessuti molli nella spalla possono essere riparati usando strumenti a bassa invasività mediante piccole incisioni. L’artroscopia di spalla è infatti una chirurgia minimamente invasiva che tramite l’utilizzo di ancore e suture ricostruisce e riporta in sede i legamenti che sono stati rotti o distaccati dalla lussazione della testa omerale.

Chirurgia aperta
Quando la gravità o le caratteristiche intrinseche delle lesioni causate dalla lussazione non sono riparabili con il trattamento conservativo o con l’artroscopia, si rende necessario intervenire chirurgicamente a cielo aperto. Ciò comporta l'esecuzione di una piccola incisione più sulla parte anteriore della spalla e l'esecuzione della riparazione sotto visualizzazione diretta. Questa tecnica prende il nome di Plastica secondo Latarjet.

Riabilitazione
Dopo l'intervento chirurgico, la spalla viene temporaneamente immobilizzata con un tutore per circa tre settimane. Terminato il periodo in cui si è sottoposti a portare il tutore verranno avviati esercizi per riabilitare i legamenti e per migliorare la capacità di movimento della spalla. Gli esercizi per rafforzare la spalla verranno gradualmente aggiunti al piano di riabilitazione nella fase finale del programma riabilitativo.